LogopediaCiuccio sì vs. Ciuccio no

Perché si usa il ciuccio

L’uso del ciuccio si basa su un riflesso (cioè una risposta motoria innata a uno stimolo): il riflesso di suzione del bambino, che, insieme al riflesso di emissione del latte della madre, fonda l’allattamento e, in una prospettiva psicologica, la relazione madre-bambino.

In quest’ottica il ciuccio può essere considerato un surrogato della madre e, in questo senso, considerarsi un alleato della relazione madre-bambino.

 

Le funzioni positive del ciuccio

Il dilemma sorge perché il ciuccio, o succhietto, può assolvere diverse funzioni, alcune volte positive e altre negative.

L’idea che il ciuccio possa sostituire in qualche modo il seno materno è un esempio di funzione positiva: per molti bambini, infatti, esso ha una funzione ‘consolatoria’ o rappacificante, non è un caso che nella lingua americana lo chiamino anche ‘pacifier’, letteralmente pacificatore. In questo senso il succhietto può sostituire il ‘succhiarsi il dito’, con la differenza che in questo caso il bambino è colui che decide da solo quando ‘usarlo’ e non viene ‘passivizzato’ dagli adulti, rinforzando così la sua capacità di autogestione e autodeterminazione. Anche nel caso di bambini con difficoltà a succhiare e, quindi, anche ad attaccarsi al seno il succhietto può essere molto utile.

 

La funzioni negative del ciuccio

In alcuni casi, invece, il ciuccio ha una funzione negativa, come quando viene usato come ‘silenziatore’ del bambino, facendo più bene alle mamme e ai papà, o in genere agli adulti, che al bambino stesso, di cui può mettersi a rischio la percezione di un accudimento sicuro.

Al di là della sfera psicologica e relazionale, il ciuccio può avere anche effetti negativi di natura fisica, sia a breve che a lungo termine, come l’interferire con l’allattamento, l’alterare in qualche modo la conformazione della bocca del bambino causandogli, così, problemi nel parlare da grande

 

Conclusione

In sintesi, possiamo dire che il ciuccio è un amico, quando consente al bambino di tranquillizzarsi, allenare la suzione e favorire la coordinazione suzione-deglutizione; è un falso amico, quando lo si lascia oltre i 12 mesi, che può considerarsi l’età giusta per toglierlo.

Il procrastinare questa separazione – bambino dal ciuccio – genera un rallentamento o, nei casi peggiori, un blocco dello sviluppo delle abilità motorio-orali del bimbo, con ripercussioni anche nelle abilità di alimentazione, deglutizione e articolazione del linguaggio: il bambino deglutirà spingendo lingua e cibo fuori dalla bocca, avrà difficoltà a chiudere le arcate dentali e si manifesteranno dislalie, come il diffuso sigmatismo, comunemente noto come “zeppola”.

In questi casi è auspicabile rivolgersi al logopedista: i suoi consigli e le sue competenze possono aiutarci ad orientare le nostre scelte o a correggerle, laddove necessario.

 

Dott.ssa Giuseppina Dorbini
Logopedista